Aprile
Alberi e arbusti
All’inizio di Aprile, la primavera prorompe nel giardino con molteplici fioriture.
Alcuni Prunus da fiore (Campanulata, Mume, Sargentii) hanno già concluso la loro esplosiva fioritura, mentre è in piena espansione quella di molti “ciliegi giapponesi” cioè i Prunus serrulata dall’altissimo valore decorativo.
La Magnolia è un altro genere in piena fioritura con alcune varietà di grande effetto e per giardini di piccole dimensioni pochi arbusti possono competere con la Magnolia stellata, pianta a lento accrescimento, ma dai fiori profumati con petali nastriformi simili a stelle. Più a portamento ad albero la varietà Magnolia Solangeanea, dai caratteristici fiori simili a grandi tulipani. Le magnolie prosperano in terreni freschi con reazione neutra o leggermente acida. Presentano radici particolarmente sensibili da proteggere con pacciamatura che le mantenghino fresche ed ombreggiate.
Se siamo in cerca di rampicanti a vigorosi arbusti, possiamo apprezzare le Clematis che in posizioni fresche e con giusta esposizione possono avere ramificazioni lunghe anche 10 metri le quali ovviamente richiedono opportune legature a sostegni (tralicci, filo zincato o reti a maglie larghe) anche per evitare grovigli fra le vegetazioni nuove e quelle dell’anno precedente. La varietà a grandi fiori può essere ancora piantata adesso, ponendo il pane di terra con le radici circa 5 centimetri sotto il livello del terreno, ricoperto poi e affiancato da terra asciutta e ben compressa per evitare qualsiasi spazio vuoto attorno alle radici. L’esposizione migliore sarà quella a nord o nord-ovest per evitare l’assolamento nel pomeriggio, riducendo i rami a circa 25 centimetri con leggera potatura.
Altro precoce e ottimo rampicante è il Gelsomino con la massa enorme dei suoi fiori dal penetrante profumo.
I tepori della primavera accompagnano anche la rapida diffusione di afidi (verdi e neri) e dei più temibili acari, i cosiddetti “ragnetti rossi”. Queste infestazioni sono particolarmente dannose nel caso degli alberi da frutto. Dalle uova di questi parassiti che hanno svernato sui rami, nascono le larve che attaccano le foglioline e i giovani getti, provocandone l’accartocciamento e l’arresto dello sviluppo. Fra l’altro la prolungata presenza degli afidi dà luogo alla melata, a sua volta pregiudizievole, sia perché richiama le formiche, sia perché provoca la fumaggine, patina nera che invade progressivamente i rami. Anche la larva dei ragnetti rossi, si trasforma velocemente in adulto ( a seconda della temperatura) il quale anche se piccolo di dimensioni e apparentemente immobile insediato nella pagina inferiore delle foglie, succhia linfa vitale alla foglia stessa provocandone decolorazione e necrosi.
Quindi aprile può anche essere definito il mese dei trattamenti antiparassitari, comprendendo con ciò sia la lotta ai parassiti animali che ovviamente alle malattie crittogamiche. Il calendario dei trattamenti va stabilito in relazione alle fasi di accrescimento della pianta e viene influenzato dall’andamento stagionale, quindi non ha scadenze prefissate,se non nella sua regola d’oro: sospendere qualunque trattamento durante il periodo della fioritura, per non incorrere nel rischio di colpire anche gli insetti impollinatori, in primo luogo le api, che svolgono il loro indispensabile lavoro di trasferimento di polline da un albero all’altro.
Per i trattamenti sono da preferirsi i prodotti meno dannosi possibili per l’ambiente e in questi ultimi anni sono sempre più utilizzati i prodotti “biologici” a bassa o nulla tossicità in grado.
Vanno comunque anch’essi utilizzati con cautele e precauzioni, perché non esistono prodotti totalmente innocui per l’ambiente, e applicati alle piante veramente ammalate e non su tutte indiscriminatamente.
Fra questi ricordiamo: estratto di cassia, utilizzato contro gli afidi, estratto di ortica contro gli acari, olio di pino contro la cocciniglia e larve di lepidotteri, olio di neem per afidi e cocciniglie, estratto di equiseto contro gli attacchi da funghi , sapone molle da vaporizzare diluito sulle foglie contro afidi e per “lavare” melate e fumaggini.
Rosai
Anche per i rosai è il momento della lotta contro afidi e acari, considerando la tempestività perché ogni giorno di ritardo centuplica l’infestazione; i prodotti biologici consigliati sono quelli indicati per gli altri alberi e arbusti in generale. In aggiunta i rosai devono combattere anche contro l’oidio o mal bianco: in questo caso l’arma più efficace ed ancora biologica è lo zolfo, che dovrebbe essere sempre presente sulla pianta sia in polvere da spargere con il soffietto, sia solubile da sciogliere in acqua. Può essere utile anche affiancare il bicarbonato anch’esso diluito in acqua.
Per quanto riguarda la concimazione, potendo utilizzare il classico stallatico, saremmo al concime per eccellenza. In alternativa utilizzare un buon compost vegetale che faccia da ottima pacciamatura: torba fertilizzata, terriccio di foglie oppure terriccio di rifiuti verdi del giardino addizionato con concimi minerali, e perfino ritagli di lana e paglia. Lo strato di pacciame per avere buona efficacia anche ai fini della conservazione dell’umidità del terreno, dovrà avere uno spessore minimo iniziale di 10 centimetri e la torba dovrà essere bagnata prima di venire unita agli altri componenti, altrimenti si comporterà come la segatura asciutta, pronta a disperdersi in tutte le direzioni alla prima pioggia. E’ opportuno applicare un concime minerale con i soliti azoto,fosforo e potassio prima di disporre la pacciamatura.
Il fertilizzante deve essere sparso in giornata non piovosa e distribuito uniformemente sul terreno asciutto in ragione di circa 60 grammi per metro quadrato. Viene incorporato al terreno mediante zappettatura seguita da abbondante innaffiatura da eseguirsi subito dopo lo spargimento del concime.
La ventosità primaverile, unita alla resistenza offerta dal fogliame ormai in pieno sviluppo,metterà a dura prova la solidità dei sostegni e delle legature dei rosai coltivati ad alberetto. Ricontrollare l’efficacia di tali sostegni, ricordando che la lunghezza del paletto, convenientemente interrato, dovrà raggiungere la chioma, ma senza penetrarvi all’interno e che le legature meglio eseguirle a 8, in modo che nel tempo non penetrino nella corteccia consentendo allo stesso tempo al fusto di ingrossarsi: un feltro o uno strato di gomma è utile per evitare lo sfregamento del paletto con il rosaio.
Siepi
Se esiste la possibilità di irrigare, anche in questo mese possono essere messe a dimora nuovi siepi di piante a fogliame persistente, sia di latifoglie che di conifere, provenienti da colture in contenitore e avendo l’accortezza di mantenere intatta nel corso del trapianto la zolla di terra che avvolge le radici.
Alcune siepi che fioriscono sul legno vecchio possono essere potate, ma solo quando i fiori sono completamente appassiti; le latifoglie possono essere potate due volte, cioè a conclusione del periodo vegetativo primaverile e in seguito, di quello autunnale. L’eliminazione dei fiori deve essere effettuata con cesoie da giardiniere piuttosto che con forbicioni da siepe, ottenendo così miglior risultato estetico ed evitando di compromettere le fioriture successive. I giovani rami che hanno fiorito vanno accorciati in modo da facilitare la nascita di nuove vegetazioni. ( Fiore del Giappone, Maonia, diverse specie di Forsizia, Fior di pesco o cotogno giapponese……)
Ricordiamo che le piante che fioriscono sui rami della corrente stagione, richiedendo potature nel periodo di riposo, dovrebbero essere già state potate ovunque. Non mettiamoci quindi mano ora, se non per cause davvero eccezionali.
Tappeti erbosi
Se abbiamo previsto da tempo l’impianto per questo momento di nuovi prati, i lavori preparatori dovrebbero essere stati eseguiti nei mese precedente e quindi ora ci si dovrebbe limitare ad una accurata rastrellatura per assicurarci una superficie uniforme e priva di elementi grossolani. Se è prevista la semina, lo strato superficiale deve essere raffinato con maggior cura, facendo seguire una leggera rullatura per consolidarne il piano. Il seme prescelto verrà sparso in dosi di 30-40 grammi per metro quadro ed è meglio suddividere l’intero fabbisogno in due parti uguali. Una prima parte andrà distribuita procedendo avanti e indietro parallelamente su un lato. La seconda metà va distribuita incrociando il percorso in perpendicolare al senso preso precedentemente. La giornata ideale sarà leggermente coperta ed in assenza di vento, con terreno asciutto in superficie, ma umido negli strati inferiori. Chiudere con una leggerissima rastrellatura. La difesa della semina dagli uccelli non è compito facile. Consigliamo il vecchio metodo di tirare attraverso tutta l’area un grosso filo nero, tenuto alto circa 30 centimetri dal suolo mediante una serie di paletti disposti lungo tutto il perimetro. Gli uccelli non hanno immediata percezione del filo e battendovi contro, generalmente si spaventano allontanandosi. Tale difesa deve rimanere allestita per circa due settimane.
Il pericolo dato dal dilavamento di forti acquazzoni è reale, ma la stagione è stata scelta per evitare simili accadimenti, comunque se dovesse diluviare insistentemente potrebbe essere necessario dover ripetere la semina.
L’impianto di prati in zolla pronta ( quadra o a rulli ) per certi versi può essere più semplice rispetto alla semina, garantendo ottimo risultato ( anche se maggiormente dispendiosa) a patto di essere sicuri della qualità fornita dal venditore e dall’assenza di erbe infestanti e uniformità dello spessore del nuovo tappeto erboso. Si inizia a stendere da un lato e si procede lungo righe dritte seguendo il solito spago tirato fra due paletti. Ogni zolla deve essere ben aderente a quelle limitrofe, ben assestata al suolo e con identico livello le une con le altre. Eventuali differenze di spessore vanno eliminate aggiungendo o togliendo terra. Le zolle si possono tagliare, smussare e curvare dando loro la forma voluta, con coltello a lama larga e molto affilata. A lavoro eseguito spargere una mescolanza di sabbia e torba che va portata con una scopa (ramazza da giardino) negli eventuali vuoti fra zolla e zolla. Una buona rullatura assicura la perfetta aderenza con il terreno e chiude l’operazione di impianto. Irrigare immediatamente.
Per accelerare invece il rinverdimento e la ripresa vegetativa dei prati già esistenti si ricorre ad un paio di irrigazioni fertilizzanti. La prima innaffiatura deve essere preceduta da un primo taglio dell’erba. Per fertilizzare si può usare nitrato di calcio per i terreni acidi e ammonico per quelli calcarei; 35 grammi di prodotto per 10 metri quadri.
Se il prato presenta alcuni punti con terra smossa è probabile la presenza di vermi nel terreno. Se l’infestazione è importante, si può irrorare con acqua contenente permanganato di potassio ( 250 grammi per 10 litri) imbevendo la terra ad una profondità di circa 15 centimetri.
Giardini pensili, terrazzo, patio
Rimaniamo sempre nell’idea che l’arbusto da fiore numero uno per i nostri climi non eccessivamente freddi sia la Camelia. Non dimentichiamo anche che l’Italia è giustamente considerata la seconda patria delle camelie per le molte storiche varietà ottenute nel diciannovesimo secolo e diffuse oggi in tutto il mondo. Parlare di camelie vuole dire parlare di storia della floricoltura italiana: Bella Romana ottenuta a Roma intorno al 1850, Il Tramonto ottenuta a Brescia nel 1881 dal conte Lechi, Festiva del vivaista Del Grande nell’800, e tante altre che non stiamo a ricordare. Le nostre terrazze troveranno in esse un ornamento senza pari; ragion per cui dedicheremo interamente a questa coltivazione il contenuto dell’articolo del mese.
Splendida quanto è in fiore, la camelia è pianta decorativa anche per il fogliame persistente, verde scuro e lucente. Ha uno sviluppo lento, ma fiorisce precocemente, tanto che pianticelle anche di poca altezza portano già i fiori. Ama la mezza ombra e anche l’ombra completa nelle zone più calde, terreno soffice, umifero, permeabile, tendenzialmente acido. In queste condizioni la camelia può essere coltivata con successo e abbastanza facilmente. Ove comunque il terreno non fosse il più adatto, in quanto calcareo o troppo compatto, le somministrazioni di “Sequestrene” e opportuni emendamenti con torba le permetteranno ugualmente di prosperare; ( quando si dice Sequestrene, non si intende né chelato di ferro, così come spesso si intende erroneamente, né tanto meno solfato di ferro. Il primo , oltre a favorire l’assimilazione del ferro così come fanno gli altri due prodotti, ha una spiccata capacità di intervento sul ph del suolo, correggendone fortemente l’alcalinità)
La coltivazione in vasi che andranno ad abbellire terrazze, portici, patii, richiede cure attente, ma non complicate. Il substrato sarà preparato con terriccio di foglie, con l’aggiunta di torba e un poco di sabbia grossolana. Il drenaggio dovrà essere ben curato e alto parecchi centimetri, in modo tale da consentire il sicuro e completo smaltimento dell’acqua non assorbita. Le giovani piante dovranno essere rinvasate ogni due anni, in vasi di poco più grandi del precedente e quando saranno ben sviluppate come parte radicale e aerea, vanno sistemate in vasi abbastanza grandi e lasciate in sede per qualche anno. Concimare con cautela, con fertilizzanti liquidi, frequentemente, ma molto diluiti. Innaffiate regolarmente e con discreta quantità, specialmente nelle stagioni calde. Se ben coltivata e vigorosa, la camelia sarà prodiga di fiori e i bottoni si formeranno in gruppi di tre-quattro e anche di più: in questo caso è utilissimo procedere alla sbocciolatura di quelli multipli, risparmiando i meglio disposti. Si otterrà così fioritura scalare e prolungata. La camelia è pianta rustica, cioè non teme particolarmente il freddo e il gelo a meno che non siano troppo crudi e prolungati, ne potrebbero soffrire in questo caso i fiori, specialmente nelle varietà precoci. La specie più diffusa è la Camelia Japonica da cui sono derivate gran numero di varietà e ibridi con fiori dalle forme e colori più diversi: dal rosso intenso, al rosa, passando dal bianco, alle bicolori e alle screziate. Il periodo di fioritura è assai lungo, dal tardo autunno per le precoci fino al maggio per le tardive. Ma anche singole piante hanno fioriture durature che possono superare i due mesi.
Altra specie assai diffusa è la Camelia Sasanqua, con fiori più semplici, sovente leggermente profumati, con foglie più piccole, fioritura autunno-inverno, crescita più rapida, ma dimensioni più contenute rispetto alla japonica. In vantaggio, la specie è maggiormente rustica, meno esigente in fatto di terreno e si adatta meglio alle esposizioni soleggiate.
La camelia si moltiplica ( con attesa lunga e paziente ) per margotta o per talea, in serra, con l’ausilio della nebulizzazione. Vedremo meglio queste operazioni in articoli successivi.
Camminamenti, pavimentazioni
Mano a mano che procedendo con la buona stagione il giardino si abbellisce con il variare delle forme, dei colori e della consistenza delle piante in via di accrescimento, i sentieri ci possono apparire privi di fantasia, monotoni. Il lastricato anonimo ed incolore di una pavimentazione o di un sentiero stride con lo splendore di un bel giardino primaverile in piena fioritura. Vediamo quindi di ravvivare l’aspetto dei nostri camminamenti con alcuni semplici accorgimenti. Fiancheggiare un vialetto con una fascia pavimentata da piastrelle colorate o da mattoni posizionati in forme geometriche simmetriche oppure strategicamente irregolari, utilizzati sia in verticale che in orizzontale come pure in diagonale, in modo da formare disegni di piacevole effetto. La variabilità della forma , dei materiali e dei colori sono elementi da considerare per rendere più gradevoli i tracciati dei giardini. Dove c’è una pavimentazione con lastre squadrate, ad esempio, alcune di queste possono essere sostituite con grossa ghiaia o con ciottoli affogati nel cemento: è sufficiente spargere uno stato di cemento nello spazio lasciato libero e prima che questo si rapprendi, immergervi parzialmente le pietre prescelte, oppure frammenti di marmo, o qualunque altro materiale ritenuto idoneo, pressandoci sopra successivamente una tavola per evitare difformità di livello. Un altro spazio colmato di cemento può essere graffiato con una ramazza dura prima che si asciughi, oppure vi si può imprimere sopra una forma qualsiasi a nostro gradimento con uno stampo in legno o di metallo da rimuoversi prima che il cemento lo blocchi. Un po’ come si fa con le formine dei biscotti o con la sabbia del mare. Ancora, qua e là altri spazi lasciati privi di riempimento possono ospitare piccoli arbusti striscianti ( per esempio timo ) ……….
Insomma, che la primavera sia foriera di immaginazione, portando vivacità ai nostri piani calpestabili con, tutto sommato, modeste spese.