Graminacee ornamentali e perenni

Le graminacee ornamentali sono sempre più utilizzate nel disegno di nuovi giardini e ne possono rappresentare una “nota fondamentale” di preciso carattere.

Nel gruppo delle graminacee decorative si tende a considerare anche alcune piante affini (le Ciperacee, o le Rushes) , come Acorus, Carex, Cyperus, Juncus e Luzula, alcune più idonee a terreni umidi se non acquatici.

Nel loro insieme sono in grado di offrire una grande varietà di misura e struttura e con un tempo di fioritura non superabile da altre piante, pur non offrendo fioriture eclatanti così come le comuni piante da fiore dei giardini, anzi in alcuni casi i fiori possono risultare quasi insignificanti, ma, per contro, i loro fogliami sono tra i più spettacolari, per cui in questi casi l’interesse ornamentale è dato dal colore e dalla linea del fogliame.

Le sagome più comuni sono: a fogliame ricadente che parte da un punto centrale ( tipo Pennisetum), fogliame eretto a forma di colonna di diverse altezze (tipo Panicum), fogliame a ciuffi, affilato e rigido che parte da un punto centrale (tipo Festuca), forme miste ricadenti (foglie) ed eretto (steli) tipo (Calamagrostis x acutiflora e Miscanthus Sinensis)

Queste piante possono costituire elemento decorativo lungo tutto il corso dell’anno, praticamente insostituibili in inverno grazie alla loro struttura di grande fisicità: il loro aspetto varia con le stagioni, cambiando continuamente faccia al giardino o terrazzo; in estate, tra giugno e agosto, sono meravigliose per forme e colori, altre producono spighe o pennacchi piumosi a metà e fine estate, mantenendo forma e mutando colore fino all’inverno avanzatissimo. Dai freschi germogli primaverili attraverso il fogliame drammatico dell’estate, i colori lussureggianti dell’autunno e la maturità pallida e piumosa dell’inverno, le erbe aggiungono un tocco speciale al giardino in ogni stagione.

Le Graminaceee sono le piante più diffuse allo stato naturale sulla Terra e pertanto includono estrema versatilità, potendo risultare  idonee per terreni umidi o addirittura acquatici, così come per i siti secchi, per piccoli appezzamenti urbani o per ampi spazi campestri, per giardini formali o per ambienti fortemente naturali, così come risultano perfette e di grande impatto scenico come piante in vaso e possono costituire punto focale per composizioni isolate o per raggruppamenti dall’architettura molto accattivante. Estremamente rustiche e con ottima resistenza al vento.

Probabilmente il loro pregio principale è dato dall’intima connessione con l’ambiente naturale, essendo esse stesse piante dalla natura selvatica, anche nelle preziose cultivar da vivaio che nel tempo si sono aggiunte numerose alle specie principali.

Dal punto di vista architettonico e strutturale sono piante che grazie alla propria fisicità, creano e modellano gli spazi.

La linearità è uno dei punti di forza delle graminacee. La costante ripetizione della linea curva delle foglie o a volte dei lunghi steli che si incurvano sotto il peso dei panicoli (creando ad esempio il caratteristico effetto a fontana che si irradia dal centro verso l’alto, per ricadere ad arco tutto attorno come nei Pennisetum) crea una unica tessitura di forte impatto visivo; oppure per contrasto la capacità di produrre panicoli posti in diagonale con la linea degli steli, oppure ancora, perfettamente ritti e alti in verticale sopra la massa delle foglie incurvate. L’alternanza di queste forme curve o diritte, crea stacchi di grande pregio architettonico, ad esempio su sfondi piatti dati da costruzioni o alberi, o per delimitare confini e bordi, oppure per piante isolate di grande personalità e struttura.

Inoltre, arredano uno spazio verde senza risultare ingombranti: la loro ariosità le rende quasi trasparenti, conservando la vista parziale di ciò che si trova alle loro spalle.

Altro punto di forza è dato dal costante movimento: le foglie per lo più strette, lunghe e leggere, gli steli ed i pennacchi alti e flessuosi, sono pronti ad agitarsi al minimo alito di vento, accompagnando il loro movimento con fruscii e rumori “naturali”, rendendo vivo l’ambiente in cui sono collocati attraverso il suono ed il continuo movimento.

Altra caratteristica delle graminacee è che sembra catturino la luce. La forma particolare dei panicoli setosi, lunghi e piumati, permette loro di “giocare” con la luce: se collocate con il sole alle spalle o di fianco sono in grado di illuminarsi nei loro colori tenuti primaverili o accesi in estate ed in autunno, rendendo un effetto luminoso all’ambiente circostante. Spiccano su sfondi scuri o stagliantisi contro il cielo, o al mattino d’inverno quando riflettono d’argento e di cristallo l’abbondantissima rugiada catturata nella notte.

Nell’insieme sono piante che non richiedono cure particolari, anzi uno dei loro punti di forza è dato dalla ridottissima manutenzione e dall’assenza pressoché totale di problemi fitopatologici, non essendo soggette, proprio per la loro natura rustica, ad attacchi di insetti e funghi vari.

L’irrigazione è fondamentale il primo anno di impianto, poi sopportano una certa siccità richiedendo anche solo una innaffiatura o due alla settimana e alcune si adattano a condizioni estreme di secco. Anche il nutrimento, fatta eccezione per la fase d’impianto, non è essenziale: basterà una concimazione organica in primavera se il terreno è molto impoverito. Anzi, di norma richiedono proprio un terreno “normale” quasi povero, non il classico terriccio ricco da giardino, purché sia ben drenato,(non così per le Ciperacee). Tranne per le specie che crescono vicino o addirittura con le radici a contatto con l’acqua, il ristagno idrico è estremamente dannoso e particolarmente per le piante invasate occorre utilizzare un terreno con aggiunta di pomice, ben compattato, ma assicurando nel contempo uno spesso substrato drenante. Naturalmente per le piante in vaso, i contenitori dovranno essere grandi, idonei alle misure considerevoli di queste specie.

Le graminacee ornamentali si dividono in due gruppi principali: le sempreverdi e le decidue; mentre le specie sempreverdi non devono essere tagliate ma solo mondate dalle eventuali foglie secche e dalla vegetazione morta, le seconde devono essere tagliate ogni anno a fine inverno in modo da favorire una crescita rigogliosa.

Il taglio annuale a fine inverno è l’unico intervento richiesto su tutte queste piante a bassissima manutenzione.

Le erbe ornamentali SEMPREVERDI non vanno mai potate raso terra, ma esclusivamente ripulite a fine inverno delle parti secche, un po’ con le mani e un po’ con le forbici : la cosiddetta “pettinatura” Sono sempreverdi le seguenti più comuni:
buona parte dei Carex (Carex pendula e alcuni atri, però, sono decidui)
tutte le Festuca
Stipa gigantea
Stipa tenuissima
Acorus gramineus
Cortaderia selloana.

Le erbe DECIDUE vanno tagliate alla base a fine inverno (generalmente a metà e fine febbraio), dopo aver goduto il più a lungo possibile del loro magnifico aspetto invernale da secche. Fra le più frequenti ed utilizzate sono decidue le seguenti:
tutti i Pennisetum
i Miscanthus
gli Eragrostis
le Molinia
i Panicum
le Deschampsia
Erianthus ravennae
Hystrix patula,
Spartina pectinata

Phalaris arundinacea
Imperata cylindrica

Le ultime due, Phalaris e Imperata non hanno alcuna attrattiva da secche e pertanto possono essere tagliate raso terra già a inizio inverno.

Gran parte delle erbe citate sono a sviluppo CESPITOSO (cioe si allargano dal centro formando un cespo compatto e ordinato).
Hanno invece sviluppo RIZOMATOSO (cioè tendono a “camminare” e ad allontanarsi dal punto d’impianto) escusivamente:
l’Imperata (che però è lentissima e non arriva mai ad essere invadente)
alcuni Carex (es. tutte le varietà di Carex morrowii)
la Phalaris
la Spartina.
Le ultime 2 possono risultare invadenti e creare qualche problema se coltivate in siti molto umidi.

Nulla comunque che non si possa controllare con normali pratiche colturali di contenimento tipo barriere fisiche o diradamenti di fusto e radici.

 

Per quanto riguarda la relazione fra temperatura e crescita si possono dividere le graminacee in due gruppi:

a fioritura PRECOCE, che vegetano pienamente e fioriscono in primavera e primissima estate (con temperatura in genere al di sotto dei 25° centigradi ) in genere con fogliame di colori brillanti in verde chiaro o tendente al giallo, per poi andare in una specie di letargo in estate, con una ripresa di crescita in autunno, ma senza colori particolari.

Ecco un elenco delle principali: Briza media, Calamagrostis x acutiflora, Carex (alcune specie), Deschampsia cespitosa e D.flexsuosa, Festuca, Hakonechloa macra, Helictotrichon sempervirens, Melica, Milium effusum, Panicum Wood’s Variegated, Poa, Stipa gigantea,

a fioritura TARDIVA   che crescono rigogliose di fogliame nella stagione estiva (oltre i 25°) e fioriscono da fine estate al mezzo autunno, con colori vivi e forti in estate e brucianti in autunno, rimanendo poi attraenti per tutto il periodo invernale.

Fra le principali indichiamo: Andropogon, Arunda, Cortaderia, Elymus, Erianthus, Imperata cylindrica, Miscanthus, Molinia, Panicum virgatum, Pennisetum, Saccharum, Spodiopogon

Conoscere la differenza di crescita e fioritura permette di collocare meglio queste piante nel contesto del giardino, ma soprattutto determina il periodo di impianto e di divisione. Ad esempio le piante precoci possono essere divise o impiantate pressoché in qualsiasi periodo dell’anno, tranne quando riposano nel periodo caldo estivo; così come si andrà incontro al disastro, se si vorranno fare analoghe operazioni colturali sulle piante a fioritura tardiva quando le temperature sono fredde. Quindi per questo secondo gruppo di graminacee i nuovi impianti sono sconsigliatissimi in autunno, in quanto le giovani radici faranno fatica a superare il freddo e l’umido dell’inverno, mentre non avranno più problemi di clima una volta ben accestite (da uno a tre anni di crescita per il massimo sviluppo)